Matteucci, Carlo
Fisico | Forlì 20/06/1811 - Ardenza 25/06/1868

Metadati
- Tipologia
- Persona
- Date di esistenza
- Luogo di nascita:
- Forlì
- Data di nascita:
- 20/06/1811
- Luogo di morte:
- Ardenza
- Data di morte:
- 25/06/1868
- Attività/mestiere/professione
- Qualifica:
- Fisico
- Nazionalità
- Italiana
- Biografia / Storia
- Nacque e fece i suoi primi studi a Forlì, nel cui ospedale cittadino il padre Vincenzo era medico. Conseguì nel 1828 la laurea in Matematica all'Università di Bologna. Poco più che adolescente, pubblicava due memorie di argomento meteorologico dimostrando la sua spiccata vocazione per lo studio della fisica (1827-1828). Matteucci proseguì gli studi presso l'Ecole polytechnique di Parigi sotto la guida di François Arago. Tornato a Forlì nel 1831, di lì si recò a Firenze ove portò a termine alcuni esperimenti di elettrolisi sulla scorta delle recenti scoperte di Faraday sull'azione definita della corrente (1835 circa). Dopo il soggiorno fiorentino, Matteucci accettò il posto di direttore della farmacia dell'ospedale di Ravenna (circa il 1836). Nel 1840 fu nominato provveditore dell'Università di Pisa e professore di Fisica sperimentale dell'Ateneo; ebbe inoltre la possibilità di allestire un nuovo gabinetto di fisica. In quegli anni i suoi interessi scientifici si rivolsero all'elettrofisiologia: dimostrò l'origine celebrale della scarica elettrica della torpedine e iniziò quelle ricerche sull'«esistenza della corrente elettrica muscolare negli animali» (memoria del 1843) che lo condussero alla scoperta delle correnti di demarcazione e d'azione nel muscolo. Nel 1844 fondava, insieme a R. Piria, «Il Cimento» (poi, dal 1855, «Il nuovo Cimento»).
Matteucci godeva della stima dei maggiori scienziati europei e mantenne con essi stretti legami scientifici anche attraverso i numerosi viaggi di studio. Ottenne numerosi premi e riconoscimenti (fu decorato della medaglia di Copley dalla Società reale di Londra e insignito del premio di fisiologia dell'Istituto di Francia) e fu ascritto come membro alle maggiori accademie scientifiche. Nel 1845 conosceva Robinia Young che sarebbe divenuta sua moglie.
Gli anni del Risorgimento maturavano e Matteucci non si tenne in disparte dalla scena politica (nel 1848 come commissario civile dell'esercito toscano era a capo del Battaglione universitario toscano); il suo fervente patriottismo gli costò l'incarico di provveditore a Pisa (1849). Al volgere degli anni '40 a Matteucci furono affidati incarichi di governo (direttore dei telegrafi), poi confermati dal governo nazionale (ispettore generale dei telegrafi italiani nel 1859). Nel 1860 fu nominato senatore e, due anni dopo, ministro dell'Istruzione pubblica sotto il governo Rattazzi. Il 14 agosto 1862 veniva pubblicato il regolamento del ministro Matteucci che regolava «la durata, l'ordine e la misura degl'insegnamenti, e il modo degl'esami in tutte le Università governative», il frutto della grande aspirazione di questo scienziato di ordinare l'istruzione italiana con un'unica legge organica generale. Nel 1865 Matteucci venne nominato vicepresidente del Consiglio superiore della pubblica istruzione dal ministro Natoli.
Socio della Società italiana delle scienze dal 1840, Matteucci la presiedette con entusiasmo negli ultimi anni della sua vita (1866-1868); tra gli altri provvedimenti, istituì a proprie spese un premio che portasse il suo nome da assegnarsi annualmente alla migliore pubblicazione o scoperta di fisica.
- Luoghi di attività
- Luogo:
- Parigi, Firenze, Ravenna, Pisa.
- Cariche e funzioni
- Qualifica:
- Direttore della farmacia dell'ospedale di Ravenna (circa il 1836)
- Qualifica:
- provveditore dell'Università di Pisa (1840-1849)
- Qualifica:
- professore di Fisica sperimentale nell'Ateneo pisano (dal 1840)
- Qualifica:
- commissario civile dell'esercito toscano (circa il 1848)
- Qualifica:
- direttore dei telegrafi del Governo toscano (1849)
- Qualifica:
- ispettore generale dei telegrafi italiani (1859)
- Qualifica:
- professore di Fisica e direttore del Museo di fisica e scienze naturali di Firenze (dal 1859)
- Qualifica:
- senatore del Regno d'Italia (dal 1860)
- Qualifica:
- ministro dell'Istruzione pubblica (1862)
- Qualifica:
- vicepresidente del Consiglio superiore della pubblica istruzione (dal 1865)
- Qualifica:
- presidente della Società italiana delle scienze (1866-1868).
- Fonti
- N. Bianchi, Carlo Matteucci e l'Italia del suo tempo, Torino, Bocca, 1874;
R. Felici, Notizie sulla vita e sugli scritti di Carlo Matteucci, in «Memorie della Società italiana», s. 3, II (1869-76), pp. lxv-lxxxiv;
Archivio istituzionale dell'Accademia nazionale delle scienze, detta dei XL, scatola 9, fascicolo 4g
Archivio istituzionale dell'Accademia nazionale delle scienze, detta dei XL, scatola 20, fascicolo 22
Archivio istituzionale dell'Accademia nazionale delle scienze, detta dei XL, scatola 76, fascicolo 2823
Archivio istituzionale dell'Accademia nazionale delle scienze, detta dei XL, scatola 29
Il ritratto è riprodotto da G. Penso, Scienziati italiani e unità d'Italia. Storia dell'Accademia Nazionale dei XL, Roma, Bardi, 1978, p. 316.
- Bibliografia
- R. Felici, Notizie sulla vita e sugli scritti di Carlo Matteucci, in «Memorie della Società italiana», s. 3, II (1869-76), pp. lxv-lxxxiv;
C. Matteucci, Essai sur les phénomènes électriques des animaux, Paris, Carilian-Goeury-Dalmont, 1840;
Id., Traité des phénomènes électro-physiologiques des animaux, Paris, Fortin - Masson, 1844;
Id., Lezioni di elettrofisiologia, Torino, Paravia, 1856;
G. Moruzzi, L'opera elettrofisiologica di Carlo Matteucci, Ferrara, Università degli Studi, 1973.