{"@context":"http://iiif.io/api/presentation/2/context.json","@id":"https://www.lazio900.it/iiif/manifest/169473","@type":"sc:Manifest","label":"Romeo Ferrucci","rendering":{"@id":"https://www.lazio900.it/oggetti/169473-romeo-ferrucci","format":"text/html","label":"Full record view"},"metadata":[{"label":"Tipologia","value":"Fondo"},{"label":"Storia istituzionale/Biografia","value":"Romeo Ferrucci è nato a Foligno il 19 settembre 1922; magistrato della Corte dei Conti, può considerarsi il capostipite degli avvocati che si occupano del caso Ustica.<br />\nFerrucci è stato tra i fondatori, nel secondo dopoguerra, dell'Associazione italiana dei giuristi democratici, insieme a Umberto Terracini (allora presidente dell'Assemblea costituente) e Ugo Natoli. Ha collaborato dagli anni Settanta con Lelio Basso, partecipando ai lavori del 1° Congresso della Lega internazionale per i diritti e la liberazione dei popoli (Barcellona, 1977), poi con la Fondazione internazionale Lelio Basso per il diritto e la liberazione dei popoli e con la Lega internazionale per i diritti e la liberazione dei popoli; è stato nel Consiglio di amministrazione e revisore dei conti (insieme a Sergio Poeta e Carlo Fiocchi) dell'Associazione Fondazione internazionale Lelio Basso.<br />\nUna volta in pensione dalla Corte dei Conti, studiò le carte raccolte dal giornalista de «Il Corriere della sera» Andrea Purgatori, convincendosi, dopo lettura attenta, che non si stava facendo giustizia sul caso Ustica. Si mise in perciò in contatto con molti dei familiari delle vittime, convincendoli a costituirsi in comitato e riuscendo a farli ricevere dall'allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga che, a sua volta, si impegnò a promuovere il rilancio dell'indagine, ferma soprattutto per mancanza di fondi.<br />\nCon l'intervento di Cossiga, che scrisse al Presidente del Consiglio Craxi, cominciarono lentamente a essere stanziate le somme necessarie per il recupero del relitto del Dc9 I-Tigi precipitato. Ferrucci, insieme a Mario Cinti - ex colonnello dell'esercito, avvocato, ex dipendente della compagnia Itavia (proprietaria del Dc9) - intraprese il rilancio dell'inchiesta su Ustica. Infatti anche l'Itavia era diventata parte civile, quando, dopo una vera campagna diffamatoria del primo periodo, emerse chiaramente che l'aereo precipitato era in ordine e che le cause della strage erano da ricercarsi altrove.<br />\nNel 1990 a Roma, gli avvocati di parte civile nell'inchiesta sulla strage di Ustica, Franco Di Maria, Alfredo Galasso e Ferrucci chiesero, in un incontro con i pm Coiro e Salvi, di \"promuovere la doverosa azione penale nei confronti di coloro che, all'epoca dei fatti, erano ai vertici delle forze armate ed in particolare nei confronti del capo di Stato maggiore dell'aeronautica militare, generale Lamberto Bartolucci\".<br />\nFerrucci - con il senatore Raniero La Valle e Alfredo Galasso - redasse l'appello “per la Verità e la Giustizia” organizzato e promosso dalla Lega italiana per i diritti e la liberazione dei popoli - Sezione di Milano, da Lavori in Corso - e Dare voce al Silenzio degli innocenti; fino agli ultimi giorni della sua vita portò avanti la denuncia sul caso di Ustica.<br />\nÈ scomparso a Roma il 1 settembre 2001."},{"label":"Criteri di descrizione","value":"È stato realizzato un inventario analitico a livello di unità archivistica; trattandosi di documentazione eterogenea all'interno dei singoli fascicoli si è preferito darne una descrizione particolarmente analitica."},{"label":"Criteri di ordinamento","value":"Il fondo è stato ordinato tra il 2019 e il 2020 da Simona Luciani, grazie a un contributo della Direzione generale degli Archivi, tramite la Soprintendenza archivistica e bibliografica del Lazio (sul cap. 3121, anno 2019), rup. Sonja Moceri.<br />\nIl fondo, che è stato depositato in scatoloni, si presentava apparentemente organizzato perché composto da pochi documenti sciolti e per lo più in fascicoli (camicie). In realtà tali fascicoli non corrispondevano ad alcuna pratica e i documenti all'interno non erano legati da alcun nesso; la maggior parte dei fascicoli non aveva titolo; alcuni presentavano un titolo generico \"Ustica\". Probabilmente servivano solo a individuare la documentazione dell'attività professionale di Ferrucci sull'argomento, rispetto ad altre pratiche svolte come avvocato.<br />\nSi può desumere che le carte siano state molto rimaneggiate dallo stesso Ferrucci (pur non avendo mai avuto probabilmente una vera classificazione) negli ultimi anni della sua attività (1998-2000) al fine di fare il punto sul già fatto e organizzare possibili nuove iniziative.<br />\nPertanto è stata svolta un'accurata mappatura della documentazione così come si presentava, cercando di individuare gli elementi identificativi dei singoli documenti. In questa fase sono state rinvenute delle segnature originarie ricorrenti apposte da Ferrucci su piccoli gruppi di carte: \"Comitato\" (per indicare l'attività collegata al Comitato per la verità su Ustica e i parenti delle vittime), \"Perizia\" (attività peritali), \"Processo\" (questioni più strettamente giudiziarie) e \"Parlamento\" (rapporti e attività delle istituzioni parlamentari). Sulla base di queste segnature sono state costituite le Serie, che poi corrispondono sostanzialmente ai vari rami delle iniziative intraprese nell'ambito delle indagini sulla tragedia del DC9 Itavia.<br />\nInfine è stata creato un livello per quelle unità archivistiche relative a temi rilevanti sulla vicenda della tragedia di Ustica, messe in evidenza da Ferrucci (ad es. \"MIG libico\", \"USA e Nato\", ecc.).<br />\nLe sei Serie componenti il fondo sono state ordinate tenendo conto sia della rilevanza assegnata loro dal soggetto produttore (comprensibile attraverso le segnature originarie), sia per riflettere la scansione temporale dell'attività di Ferrucci nella vicenda di Ustica.<br />\nMolto impegnativo è risultato il lavoro di individuazione e assegnazione di ogni singolo documento o piccoli raggruppamenti di carte alla struttura impostata.<br />\nPur non essendo presenti (tranne rare eccezioni) fascicoli originari, sono state costituite Unità archivistiche (fascicoli) sulla base di ulteriori segnature ricorrenti riportate da Ferrucci (es. \"6° anniversario\", \"depistaggi\", \"recupero relitto\", \"suicidi\", ecc.); sono poi state costituite ulteriori unità archivistiche che rispondessero ai medesimi principi organizzativi.<br />\nMolto frequente nel fondo la presenza di piccoli raggruppamenti di documenti con l'indicazione del tema trattato; raggruppamenti che sono stati mantenuti all'interno dei relativi fascicoli e segnalati definendoli \"Inserti\" (ad es. inserto \"Proposta Giolitti-Lipari–Franco Pisano indagato ottobre ‘89”, \"Formica - Espresso I maggio 1988 [...]\" oppure “Bologna. Adesioni al CVU dei sindaci Imbeni e Zani”).<br />\nPer quanto riguarda i numerosi documenti prodotti dal Tribunale di Roma (avvisi, notifiche, comunicazioni, ecc.), piuttosto che riunirli base alla tipologie documentarie prodotte nel corso dell'istruttoria e del dibattimento, si è scelto di seguire l'impostazione talvolta rinvenuta che legava i documenti ufficiali prodotti dal Giudice Istruttore ad articoli, appunti, rapporti sullo stesso argomento.<br />\nIl fondo è ricchissimo di appunti manoscritti di Ferrucci; tali appunti sono sostanzialmente inseriti nelle unità archivistiche relative ai temi trattati. Si segnala però che molto spesso su uno stesso foglio di appunti sono inseriti più argomenti attribuibili a Serie diverse; quando possibile è stato individuato l'argomento principale; nei casi in cui non è stato possibile individuarne uno, tali appunti sono stati inseriti nel fascicolo relativo all'attività più generica di Ferrucci.<br />\nUn cenno finale sul trattamento dei tanti articoli (per lo più ritagli stampa) presenti nel fondo; sono stati ordinati e inseriti nelle unità archivistiche relative agli argomenti trattati sulla stampa (per la maggior parte dei casi evidenziati e annotati da Ferrucci); soltanto un folto gruppo di articoli, rinvenuto separatamente è stato lasciato suddiviso per la tipologia e ordinato cronologicamente."}],"sequences":[{"@id":"https://www.lazio900.it/iiif/manifest/169473/sequence/normal","@type":"sc:Sequence","label":"Current Page Order","viewingHint":"individuals","canvases":[{"@id":"https://www.lazio900.it/iiif/manifest/169473/canvas/1150344","@type":"sc:Canvas","label":"1","width":905,"height":1200,"images":[{"@id":"https://www.lazio900.it/iiif/manifest/169473/annotation/1150344","@type":"oa:Annotation","motivation":"sc:painting","on":"https://www.lazio900.it/iiif/manifest/169473/canvas/1150344","resource":{"@id":"https://www.lazio900.it/backend/media/collectiveaccess/images/1/1/5/0/3/40489_ca_object_representations_media_1150344_original.jpg","@type":"dctypes:Image","format":"image/jpeg","width":905,"height":1200,"service":{"@context":"http://iiif.io/api/image/2/context.json","profile":"http://iiif.io/api/image/2/level2.json","@id":"https://iiiflazio.tocc.promemoriagroup.com/iiif/2/collectiveaccess-images-1-1-5-0-3-40489_ca_object_representations_media_1150344_original.jpg"}}}]}]}]}