{"@context":"http://iiif.io/api/presentation/2/context.json","@id":"https://www.lazio900.it/iiif/manifest/258492","@type":"sc:Manifest","label":"Istituto storico italiano per il medio evo. Fondo storico istituzionale","rendering":{"@id":"https://www.lazio900.it/oggetti/258492-istituto-storico-italiano-per-il-medio-evo-fondo-storico-istituzionale","format":"text/html","label":"Full record view"},"metadata":[{"label":"Tipologia","value":"Fondo"},{"label":"Storia istituzionale/Biografia","value":"L&rsquo;unit&agrave; d&rsquo;Italia segn&ograve; l&rsquo;avvento di una mentalit&agrave; nuova nel mondo della politica e della cultura. Nell&rsquo;ambito degli studi storici si cominci&ograve; a sentire il bisogno che le diverse Societ&agrave; storiche, moltiplicatesi sul territorio nazionale, stringessero fra loro rapporti per promuovere opere d&rsquo;interesse comune che non potevano essere realizzate da forze divise. Con questo spirito nel maggio del 1878 la Societ&agrave; di storia patria per le provincie napoletane invi&ograve; una lettera circolare agli altri sodalizi storici, per cercare un&rsquo;intesa fra tutti.<br />\r\nIl primo congresso delle societ&agrave; storiche e delle deputazioni di storia patria si riun&igrave; a Napoli il 20 settembre 1879. In quell&rsquo;occasione si prospett&ograve; la necessit&agrave; di allargare il respiro dalle problematiche di una storia a dimensione regionale a quelle di una storia nazionale.<br />\r\nDurante il congresso di Napoli vennero approvate alcune proposte: la ripresa dell&rsquo;edizione dei Rerum Italicarum Scriptores del Muratori - migliorata secondo le nuove metodologie storiografiche -, l&rsquo;edizione di un carteggio degli oratori italiani, la realizzazione di una bibliografia storica nazionale e la stesura di un catalogo delle fonti storiche nel medioevo. Solamente quest&rsquo;ultima proposta, ebbe una prima e parziale attuazione con la pubblicazione di un saggio di Bartolomeo Capasso dal titolo <em>Le fonti della storia delle provincie napoletane dal 568 al 1500</em>.<br />\r\nNel 1880 si svolse a Milano il secondo congresso delle deputazioni e societ&agrave; di storia patria, dove emerse che nulla era stato fatto dalle societ&agrave; a proposito del progetto che riguardava i <em>Rerum Italicarum Scriptores</em>, n&eacute; tanto meno si era portato avanti il discorso di una bibliografia storica nazionale. Durante i lavori pi&ugrave; volte emersero difficolt&agrave; di ragione finanziaria. A riguardo l&rsquo;ex ministro Ruggero Bonghi, delegato della Societ&agrave; storica napoletana, ricord&ograve; un incontro avuto con il ministro della pubblica istruzione Francesco De Sanctis, durante il quale egli aveva sollecitato una maggiore attenzione economica da parte del ministero alle societ&agrave;; fu in quel momento che De Sanctis fece riferimento al &laquo;disegno di creare un grande Istituto storico&raquo;. Il congresso fiss&ograve; l&rsquo;incontro successivo a Torino nel 1883 (in realt&agrave; poi si riun&igrave; il 12 settembre 1885).<br />\r\nLa documentazione del fondo Istituzionale e soprattutto alcune minute di Ernesto Monaci conservate fra le sue carte, danno la misura dei colloqui che intercorsero tra Ernesto Monaci e Guido Baccelli, l&rsquo;allora ministro della pubblica istruzione. A Monaci e a Oreste Tommasini, il Baccelli affid&ograve; l&rsquo;incarico di studiare i modi pi&ugrave; opportuni ed efficaci al fine di &laquo;fondare in Roma un istituto storico nazionale&raquo;.<br />\r\nLa prima idea di Monaci fu quella di dar vita ad un comitato centrale che era stato proposto da Pasquale Villari al congresso storico di Napoli, scegliendo quale possibile sede la Societ&agrave; romana di storia patria. Tuttavia Monaci ebbe timore che le tendenze regionalistiche, ancora troppo vive in un contesto unitario di cos&igrave; recente avvio, si sarebbero fatte sentire in modo tanto deciso da annullare e rendere sterile l&rsquo;azione del Comitato centrale e quindi decise, pur mantenendo validi alcuni concetti espressi nello schema del comitato, &laquo;d&rsquo;imprimere alla nuova istituzione un carattere pi&ugrave; schiettamente nazionale&raquo;. Ne &egrave; testimonianza il decreto definitivo che Guido Baccelli sottopose alla firma del Re e che ricalca in buona parte lo schema proposto dallo stesso Monaci. Il 25 novembre con Decreto Regio n. 1775 emanato dal Re Umberto I, veniva fondato a Roma l&rsquo;Istituto storico italiano con il compito di &laquo;dare maggiore svolgimento, unit&agrave; e sistema alla pubblicazione de&rsquo; fonti di storia nazionale e di promuovere segnatamente quei lavori preparatori che, per essere di interesse generale, eccedono i limiti, gli intenti, nonch&eacute; i mezzi delle deputazioni e delle societ&agrave; storiche regionali&raquo;. Nella titolazione dell&rsquo;Istituto non c&rsquo;erano precisazioni di una specifica et&agrave; storica, come invece avverr&agrave; circa mezzo secolo dopo, ma tutte le attivit&agrave; saranno dedicate maggiormente al medioevo.<br />\r\nProvvedere alla pubblicazione delle fonti per la storia d&rsquo;Italia era quindi la funzione primaria assegnata alla nuova istituzione dal Ministero della pubblica istruzione e dall&rsquo;autorit&agrave; regia, che accoglievano cos&igrave; il principio ideale posto da Monaci a fondamento delle funzioni dell&rsquo;Istituto nel suo abbozzo di schema: la prima parte della citazione qui sopra riportata appare infatti come un calco quasi letterale dell&rsquo;inizio del primo punto del documento. L&rsquo;intento era quello di migliorare quanto aveva fatto Ludovico Antonio Muratori nei <em>Rerum Italicarum Scriptores</em> e quanto era stato portato avanti fino ad allora dall&rsquo;&laquo;iniziativa delle singole Deputazioni e Societ&agrave; di storia patria&raquo;.<br />\r\nNella relazione che precede il testo del decreto, scritta, come sembra, da Oreste Tommasini e pubblicata nel primo volume del &laquo;Bullettino dell&rsquo;Istituto storico italiano&raquo; a introduzione del decreto stesso, si esplicitava che l&rsquo;Istituto non nasceva con l&rsquo;intento di sostituirsi alle societ&agrave; e alle deputazioni, ma per unire gli sforzi in &laquo;una azione comune, confederando le forze scientifiche regionali ad opera omogenea, per riprendere le edizioni degli scriptores historiae patriae con mezzi pi&ugrave; ampi usando gli arredamenti e i soccorsi dell&rsquo;odierna critica&raquo;.<br />\r\nL&rsquo;archivio storico dell&rsquo;Istituto non conserva pi&ugrave; il decreto originale, e neppure la minuta del decreto di fondazione redatta da Monaci, che ci &egrave; nota solo attraverso una riproduzione in facsimile pubblicata in un saggio di Pietro Fedele.<br />\r\nLa prima adunanza plenaria dell&rsquo;Istituto storico italiano ebbe luogo a circa un anno e mezzo di distanza dall&rsquo;emanazione del decreto, il 27 gennaio 1885. Erano presenti per nomina governativa Bartolomeo Capasso, sovrintendente agli archivi napoletani, Cesare Correnti, deputato al Parlamento e presidente del Consiglio degli archivi, Francesco Crispi, deputato al Parlamento e Pasquale Villari, senatore del Regno e membro del Consiglio degli archivi; in qualit&agrave; di delegati delle regie deputazioni e delle societ&agrave; Michele Amari, Luigi Tommaso Belgrano, Ruggero Bonghi, Cesare Cant&ugrave;, Giosu&eacute; Carducci, Fedele Lampertico, Filippo Linati, Giulio Porro Lambertenghi, Marco Tabarrini, Luigi Zini ed Ernesto Monaci. E questo sar&agrave; negli anni a venire il modello dei partecipanti alle assemblee plenarie: quattro i membri nominati dal ministero e quindici rappresentanti delle societ&agrave;.<br />\r\nDurante la riunione Cesare Correnti fu eletto presidente dell&rsquo;Istituto storico, Ernesto Monaci fu nominato insieme a Marco Tabarrini e Ruggero Bonghi membro della giunta esecutiva, questa doveva essere composta da tre consiglieri residenti a Roma, che potessero seguire da vicino le vicende del neonato Istituto. Si decise, inoltre, di formare una commissione &laquo;incaricata di studiare e proporre in concorso colla Giunta esecutiva uno schema di programma pei lavori dell&rsquo;Istituto&raquo;.<br />\r\nNel 1886, vide la luce la prima pubblicazione dell&rsquo;Istituto, il &laquo;Bullettino dell&rsquo;Istituto storico italiano&raquo;, rivista che avrebbe raccolto in anni successivi i lavori preparatori alla pubblicazione delle fonti e che per i primi anni fu principalmente un organo di informazione sull&rsquo;attivit&agrave; dell&rsquo;Istituto. Sul frontespizio del fascicolo campeggiava il logo di Antonio Ludovico Muratori di profilo, con il motto virgiliano <em>Antiquam exquirite matrem</em>, logo che avrebbe contrassegnato tutte le pubblicazioni successive, nelle diverse collane.<br />\r\nNei primi anni di vita l&rsquo;Istituto non ebbe una sede propria, le riunioni della giunta esecutiva e dell&rsquo;assemblea plenaria si svolgevano in una sala del Ministero della pubblica Istruzione, o in case private o presso l&rsquo;Accademia dei Lincei. Nel 1919, pur mantenendo presso l&rsquo;accademia il deposito delle pubblicazioni e i materiali di preparazione delle stesse, l&rsquo;Istituto trasferir&agrave; a palazzo Chigi la sua rappresentanza ufficiale. Nel frattempo, per questioni di adeguamento della sede, le riunioni istituzionali si svolgevano presso la Biblioteca Casanatense, diretta da Ignazio Giorgi, che ricopriva anche la carica di segretario dell&rsquo;Istituto.<br />\r\nCon Regio Decreto n. 3011 del 31 dicembre 1923 venne istituita, annessa all&#39;Istituto, la Scuola storica nazionale, gestita dalla giunta esecutiva dell&#39;Istituto, che nel 1934 assumer&agrave; la denominazione di Scuola nazionale di studi medioevali.<br />\r\nNel 1924, grazie all&rsquo;intercessione di Pietro Fedele, l&rsquo;Istituto ottenne in concessione dal Governatorato di Roma alcuni locali, da destinare alla propria sede, all&rsquo;interno dell&rsquo;Oratorio dei Filippini. A tutt&rsquo;oggi la sede dell&rsquo;Istituto si trova nel complesso borrominiano, che comprende anche la Chiesa di S. Maria in Vallicella, l&#39;Oratorio dei Filippini, la Biblioteca Vallicelliana, la Societ&agrave; romana di storia patria, l&#39;Archivio storico capitolino e la Casa delle letterature. La prima adunanza plenaria dell&rsquo;Istituto si svolse a Palazzo Borromini il 6 giugno 1927.<br />\r\nCon il Regio Decreto n. 1226 del 20 luglio 1934 (convertito in L. 2124 del 20 dicembre 1934), fu istituito il coordinamento degli istituti nazionali di studi storici, che prevedeva la trasformazione dell&rsquo;Istituto storico italiano in Istituto storico italiano per il medio evo. Fu allora previsto un consiglio direttivo composto da un presidente e da quattro membri nominati a vita con decreto reale su proposta del capo del governo di concerto col ministro dell&rsquo;educazione Nazionale. Il 10 agosto 1934 Pietro Fedele venne nominato commissario per l&rsquo;amministrazione straordinaria in attesa della nomina di un consiglio direttivo dell&rsquo;Istituto. Il 21 marzo 1935 egli fu nominato presidente dell&rsquo;Istituto e il 29 aprile 1935 vennero nominati gli altri quattro membri del direttivo: Ottorino Bertolini, Carlo Calisse, Vincenzo De Bartholomeis e Vincenzo Federici.<br />\r\nL&#39;Istituto prosegu&igrave; anche negli del Fascismo, con continuit&agrave; e coerenza, le sue attivit&agrave; scientifiche, come si evince dalla regolarit&agrave; nell&#39;edizione delle fonti e nella pubblicazione della sua rivista, l&#39;allora&nbsp;&laquo;Bullettino dell&#39;Istituto storico italiano per il Medio evo e Archivio muratoriano&raquo;, il quale non ebbe interruzioni che negli anni pi&ugrave; cruenti della guerra nel 1942-43 e nel 1945.<br />\r\nAlla scomparsa di Pietro Fedele, nel 1943, divenne presidente dell&rsquo;Istituto Carlo Calisse, che mantenne la carica fino alla sua morte nel 1945. Le sorti dell&rsquo;Istituto vennero quindi rette da Gaetano De Sanctis, commissario straordinario gi&agrave; dal 1944. Con il decreto legge 27 marzo 1948 n. 472, l&#39;Istituto&nbsp; viene incluso tra gli istituti culturali destinatari dei contributi ordinari annui dello Stato.<br />\r\nNel 1952 venne eletto presidente dell&rsquo;Istituto Raffaello Morghen. Nei mesi successivi alla sua elezione, Morghen sar&agrave; impegnato nell&rsquo;organizzazione del convegno di studi del 1953, dedicato alle fonti medievali in occasione del 70&deg; anniversario della fondazione dell&rsquo;Istituto.<br />\r\nMorghen fu presidente in anni che hanno visto profondi cambiamenti nella societ&agrave; italiana, nella cultura e nelle istituzioni culturali, in cui si &egrave; verificato un passaggio dalla ricostruzione successiva alla seconda guerra mondiale. Morghen ebbe la guida dell&#39;Istituto dopo la lunga parentesi di sette anni del commissario straordinario Gaetano De Sanctis e dopo l&#39;ancor pi&ugrave; faticosa stagione della guerra, che aveva in gran parte distratto da ricerche e pubblicazioni scientifiche. Ma gi&agrave; dal 31 ottobre 1947, aveva avuto la responsabilit&agrave;, come direttore, della Scuola nazionale di studi medievali.<br />\r\nSopravvissuta alla guerra, la Scuola ha avuto da Morghen un nuovo impulso e fors&#39;anche un&#39;accentuata linea storiografica, come luogo di eccellenza di formazione e di specializzazione della medievistica italiana. Un&#39;intera generazione di medievisti italiani si &egrave; formata negli anni di alunnato presso la Scuola (a cominciare da Paolo Lamma, Arsenio Frugoni, Raoul Manselli, e Giovanni Tabacco).<br />\r\nQuasi naturale corollario dell&#39;attenzione per la Scuola e del suo impegno per la valorizzazione dei giovani studiosi fu la creazione, da lui voluta, della collana &quot;Studi storici&quot;, che costituisce tanta parte dell&#39;identit&agrave; della storiografia italiana del secondo Novecento.&nbsp;&nbsp;<br />\r\nCon il D.l. n. 657 del 14 dicembre 1974 l&rsquo;Istituto fu posto sotto la vigilanza del Ministero per i beni culturali e ambientali, da poco fondato, mentre dal 1980 fu incluso negli enti culturali destinatari del contributo dello Stato. Oggi l&rsquo;Istituto storico italiano per il medio evo &egrave; dal punto di vista giuridico, un ente pubblico non economico e dall&rsquo;aprile del 2001 al 2022 &egrave; stato retto dal presidente Massimo Miglio, gi&agrave; ordinario di storia medievale all&rsquo;Universit&agrave; degli studi della Tuscia di Viterbo.<br />\r\n<br />\r\nPresidenti dall&rsquo;anno di fondazione:<br />\r\nCesare Correnti (27 gennaio 1885-4 ottobre1888)<br />\r\nMarco Tabarrini (24 novembre 1888-14 gennaio 1898)<br />\r\nPasquale Villari (7 febbraio 1898-12 maggio 1911)<br />\r\nPaolo Boselli (12 maggio 1911-10 marzo 1932)<br />\r\nPietro Fedele (presidente 5 giugno 1933- 9 gennaio 1943, regio commissario 21 marzo 1935)<br />\r\nCarlo Calisse (1943-22 aprile 1945)<br />\r\nGaetano De Sanctis (commissario straordinario, 11 luglio 1945-23 aprile 1952)<br />\r\nRaffaello Morghen (23 aprile 1952-3 luglio 1982)<br />\r\nGirolamo Arnaldi (15 dicembre 1982-25 febbraio 2001)<br />\r\nMassimo Miglio (18 aprile 2001- 12 aprile 2023)<br />\r\nUmberto Longo, Direttore (commissario straordinario dal 7 giugno 2023, dal 22 febbraio 2024 Direttore - )<br />\r\n<br />\r\nSegreteria (Le date di inizio e fine di alcuni incarichi non possono essere ben definite, in assenza dei documenti che ne attestano l&rsquo;effettiva durata)<br />\r\nLuigi Tommaso Belgrano (aprile 1886-1890)<br />\r\nErnesto Mancini (1895-1923), segretario economo<br />\r\nGiuseppe Zucchetti (2 novembre 1925- 16 luglio 1948)<br />\r\nRoberto Valentini (dal 1945 vicesegretario)<br />\r\nRaoul Manselli (1 maggio 1952-1960)<br />\r\nNicola Cilento (1 gennaio 1960-31 gennaio 1968)<br />\r\nIsa Lori Sanfilippo (1 ottobre 1968-1 settembre 1996)<br />\r\nMarta Gianni (1996-2001)<br />\r\nFederica Colandrea (2002-)<br />\r\n<br />\r\nSegreteria della Giunta<br />\r\nIgnazio Giorgi (1888-1891)<br />\r\nCarlo Merkel (1892-1894)<br />\r\nIgnazio Giorgi (1895-1924)."},{"label":"Struttura","value":"Sezione 1: Statuto. Regolamenti. Disposizione legislative<br />\r\nsezione 2: Organi di governo<br />\r\nserie 1: Presidente e consiglieri<br />\r\nserie 2: Segreteria:<br />\r\nserie 3: Adunanze plenarie<br />\r\nserie 4: Adunanze della giunta esecutiva (poi consiglio direttivo)<br />\r\n<br />\r\nsezione 3: Amministrazione<br />\r\nserie 1: Protocollo della corrispondenza<br />\r\nserie 2: Sede e patrimonio. Corrispondenza generale<br />\r\nserie 3: Registri di contabilit&agrave;<br />\r\nserie 4: Gestione degli esercizi finanziari<br />\r\nserie 5: Bilanci di previsione<br />\r\nserie 6: Conti consuntivi<br />\r\nserie 7: Contributi e finanziamenti<br />\r\nserie 8: Fornitori<br />\r\nserie 9: Fatture<br />\r\n<br />\r\nsezione 4: Personale<br />\r\nserie 1: Atti e corrispondenza<br />\r\nserie 2:&nbsp; Concorsi<br />\r\nserie 3: Fascicoli personali<br />\r\nserie 4: Libro matricola<br />\r\nserie 5: Trattamento economico del personale<br />\r\nserie 6: Presenze del personale<br />\r\n<br />\r\nsezione 5: Scuola storica nazionale<br />\r\nserie 1: Corrispondenza della direzione e relazioni<br />\r\nserie 2: Concorsi<br />\r\nserie 3: Fascicoli personali<br />\r\n<br />\r\nsezione 6: Borse di studio e fondazioni<br />\r\n<br />\r\nsezione 7: Biblioteca<br />\r\nserie 1: Carteggio generale<br />\r\nserie 2: Acquisizioni<br />\r\nserie 3: Registri delle presenze degli utenti<br />\r\nserie 4: Domande di ammissione<br />\r\nserie 5: legature<br />\r\n<br />\r\nsezione 8: Pubblicazioni<br />\r\nserie 1: Carteggio generale<br />\r\nserie 2: Carte di Ernesto Monaci<br />\r\nserie 3: Corrispondenza di Ignazio Giorgi<br />\r\nserie 4: Rapporti con le tipografie e le case editrici<br />\r\nserie 5: Bullettino dell&#39;Istituto storico italiano per il medio evo<br />\r\nserie 6: Fonti per la storia d&#39;Italia<br />\r\nserie 7: Fonti per la storia dell&#39;Italia medievale<br />\r\nserie 8: Rerum Italicarum Scriptores<br />\r\nserie 9: Studi storici<br />\r\nserie 10: Nuovi studi storici<br />\r\nserie 11: Repertorium fontium historiae medii aevi<br />\r\nserie 12: Guida delle biblioteche e degli archivi d&#39;Italia<br />\r\nserie 13: Progetti di edizione incompiuti o non realizzati<br />\r\nserie 14: Recensioni<br />\r\nserie 15: Istituto di Statistica<br />\r\nserie 16: Studi, trascrizioni di documenti e materiale di lavoro<br />\r\nserie 17: Materiale fotografico e riproduzioni di documenti<br />\r\n<br />\r\nsezione 9: Attivit&agrave; scientifica<br />\r\nserie 1: Corrispondenza generale<br />\r\nserie 2: Seminari e convegni: fascicoli dei relatori<br />\r\nserie 3: Convegno storico di Montecassino, 28-29 maggio 1930<br />\r\nserie 4: Convegno di Montecassino, 14-18 aprile 1953<br />\r\nserie 5: Congresso &quot;Fonti medievali e problematica storiografica&quot;, Roma 1973<br />\r\nserie 6: Progetto Medioevo Europa<br />\r\nserie 7:&nbsp;Comitato nazionale per le celebrazioni dell&#39;VIII centenario della nascita di Federico II<br />\r\n<br />\r\nsezione 10: Vendita pubblicazioni<br />\r\nserie 1: Corrispondenza generale<br />\r\nserie 2: Registri delle vendite e del magazzino<br />\r\n<br />\r\nsezione 11: &quot;Pratiche che non rientrano nelle altre voci&quot;<br />\r\n<br />\r\nsezione 12: Relazioni con altri enti<br />\r\n<br />\r\nsezione 13: Rapporti con il Comune di Roma<br />\r\n<br />\r\nsezione 14: Miscellanea."}],"sequences":[{"@id":"https://www.lazio900.it/iiif/manifest/258492/sequence/normal","@type":"sc:Sequence","label":"Current Page Order","viewingHint":"individuals","canvases":[{"@id":"https://www.lazio900.it/iiif/manifest/258492/canvas/1150835","@type":"sc:Canvas","label":"1","width":858,"height":679,"images":[{"@id":"https://www.lazio900.it/iiif/manifest/258492/annotation/1150835","@type":"oa:Annotation","motivation":"sc:painting","on":"https://www.lazio900.it/iiif/manifest/258492/canvas/1150835","resource":{"@id":"https://www.lazio900.it/backend/media/collectiveaccess/images/1/1/5/0/8/16834_ca_object_representations_media_1150835_original.png","@type":"dctypes:Image","format":"image/jpeg","width":858,"height":679,"service":{"@context":"http://iiif.io/api/image/2/context.json","profile":"http://iiif.io/api/image/2/level2.json","@id":"https://iiiflazio.tocc.promemoriagroup.com/iiif/2/collectiveaccess-images-1-1-5-0-8-16834_ca_object_representations_media_1150835_original.png"}}}]}]}]}