{"@context":"http://iiif.io/api/presentation/2/context.json","@id":"https://www.lazio900.it/iiif/manifest/267022","@type":"sc:Manifest","label":"Bacci Icilio","rendering":{"@id":"https://www.lazio900.it/oggetti/267022-bacci-icilio","format":"text/html","label":"Full record view"},"metadata":[{"label":"Tipologia","value":"Fondo"},{"label":"Storia istituzionale/Biografia","value":"Nato a Fiume il 2 luglio 1879 da Eugenio e Isolina Girardelli, secondo di dieci figli, B. compie gli studi ginnasiali e liceali nell&#39;Istituto &quot;M. D&#39;Azeglio&quot; di Firenze. Nel 1897 pubblica una raccolta di novelle, <em>Prime viole</em> , e contemporaneamente inizia la collaborazione al settimanale &laquo;Vita fiumana&raquo; e al periodico politico &laquo;Difesa&raquo;, fondato da Michele Mayleder a Fiume. Studente universitario a Roma, si laurea in giurisprudenza nel 1902 all&#39;Universit&agrave; di Camerino con il voto di 80/110. Dopo la laurea B. compie un viaggio in Dalmazia con il senatore Pasquale Villari, presidente della Societ&agrave; Dante Alighieri. Al termine del viaggio fa ritorno a Fiume, dove diventa segretario e in seguito presidente del Circolo letterario cittadino.<br />\r\nPer sua iniziativa sorge nel 1906 il periodico mensile &laquo;La Vedetta&raquo; e nasce la biblioteca popolare &quot;A. Manzoni&quot;. Nel 1907 &egrave; eletto consigliere della Rappresentanza municipale. Nel settembre del 1908 organizza con altri giovani irredentisiti fiumani, con i quali collabora al periodico di ispirazione mazziniana &laquo;La Giovine Fiume&raquo;, un pellegrinaggio a Ravenna alla tomba di Dante. Intanto nel 1905 ha sposato Lidia Urbani di Ancona, ove si trasferisce nel 1911 in seguito alle vessazioni subite dal governo ungherese. Qui prende la cittadinanza italiana. Nel 1910 si reca a Roma dove fonda l&#39;Associazione Nazionalista Italiana e il giornale &laquo;Idea Nazionale&raquo;. Ad Ancona B. svolge l&#39;attivit&agrave; forense, ma &egrave; preso da molteplici impegni patriottici che lo portano a viaggiare in tutta Italia per tenere conferenze, incontri, dibattiti tra gli ambienti patriottici. La casa di Ancona diventa il punto di attrazione per i fuoriusciti fiumani e B. chiede l&#39;inserimento di Fiume tra le rivendicazioni italiane con articoli appassionatissimi e telegrammi perentori alle pi&ugrave; importanti autorit&agrave; dello Stato italiano. Oltre a tenere numerose conferenze (B. &egrave; anche presidente della sezione di Ancona dell&#39;associazione &quot;Trento e Trieste&quot;), pubblica opuscoli tra i quali: <em>Il problema adriatico e Fiume</em>.<br />\r\nAllo scoppio della grande guerra si arruola volontario come soldato semplice nella cavalleria e chiede di essere inviato al fronte. Dopo la morte in combattimento di suo fratello Ipparco, B. riceve l&#39;incarico di andare in Russia a recuperare i prigionieri italiani. Il difficile rientro dalla missione mina la salute di B., che viene ricoverato all&#39;ospedale militare di Fano. Nel novembre del 1918 &egrave; a Fiume dove diventa membro del Consiglio nazionale italiano con delega alla giustizia e al culto. Aderisce entusiasticamente all&#39;Impresa di Ronchi entrando a far parte della Reggenza del Carnaro con la carica di Rettore degli interni e della giustizia. Nel 1920 cominciano i rapporti con i Fasci di combattimento. Il 16 marzo 1924 Fiume &egrave; annessa al Regno d&#39;Italia. Il re lo nomina commendatore. Dal 1929 fino al 1935 ricopre la carica di Preside della Provincia del Carnaro. In tale veste B. riesce a creare il Laboratorio provinciale d&#39;igiene, il servizio d&#39;autoambulanza e si adopera per la sistemazione delle strade provinciali. Nel 1930, per suo deisderio, il cognome Baccich passa alla forma italiana Bacci. Nel 1934 viene nominato senatore del Regno e prende parte alla commissione per il giudizio dell&#39;Alta Corte di giustizia. Non aderisce alla R.S.I., appartato dalla vita politica nei difficili anni della seconda guerra mondiale, viene arrestato da agenti della polizia segreta jugoslava (OZN-a) nel maggio del 1945. La moglie, Lidia Urbani, era riparata intanto a Venezia per motivi di salute. Amici e testimoni della famiglia Bacci attestano la requisizione di beni dall&#39;appartamento e dall&#39;ufficio di B. a Fiume, ma sono ancora avvolte nel mistero le modalit&agrave; della sua morte dopo l&#39;arresto. Da alcune fonti risulta fucilato il 28 agosto 1945 nei dintorni di Fiume, da altre risulta morto presso Karlovac entro la fine del 1945."}],"sequences":[{"@id":"https://www.lazio900.it/iiif/manifest/267022/sequence/normal","@type":"sc:Sequence","label":"Current Page Order","viewingHint":"individuals","canvases":[{"@id":"https://www.lazio900.it/iiif/manifest/267022/canvas/815584","@type":"sc:Canvas","label":"1","width":1265,"height":2020,"images":[{"@id":"https://www.lazio900.it/iiif/manifest/267022/annotation/815584","@type":"oa:Annotation","motivation":"sc:painting","on":"https://www.lazio900.it/iiif/manifest/267022/canvas/815584","resource":{"@id":"https://www.lazio900.it/backend/media/collectiveaccess/images/8/1/5/5/6017_ca_object_representations_media_815584_original.jpg","@type":"dctypes:Image","format":"image/jpeg","width":1265,"height":2020,"service":{"@context":"http://iiif.io/api/image/2/context.json","profile":"http://iiif.io/api/image/2/level2.json","@id":"https://iiiflazio.tocc.promemoriagroup.com/iiif/2/collectiveaccess-images-8-1-5-5-6017_ca_object_representations_media_815584_original.jpg"}}}]}]}]}