{"@context":"http://iiif.io/api/presentation/2/context.json","@id":"https://www.lazio900.it/iiif/manifest/267052","@type":"sc:Manifest","label":"Valiani Leo","rendering":{"@id":"https://www.lazio900.it/oggetti/267052-valiani-leo","format":"text/html","label":"Full record view"},"metadata":[{"label":"Tipologia","value":"Fondo"},{"label":"Storia istituzionale/Biografia","value":"Leo Valiani nasce a Fiume il 9 febbraio 1909. Proviene da una famiglia ebrea di madrelingua tedesca (imparentata con il teorico del sionismo Theodor Herzl), il cui vero cognome &egrave; Weiczen, che diverr&agrave; Valiani nel 1927. Trascorre tre anni a Budapest dal 1916 al 1919 e assiste alla rivoluzione di B&eacute;la Kun. Tornato a Fiume Valiani assiste di persona ad un&#39;altra importante pagina di storia: l&#39;Impresa dannunziana. Il 2 marzo 1928 viene denunciato &quot;per il delitto contro la sicurezza dello stato&quot; e, successivamente, arrestato. La condanna prevede il confinamento per un anno nell&#39;isola di Ponza, dove si iscrive nell&#39;organizzazione clandestina comunista dell&#39;isola, diretta da Giuseppe Berti. Tornato a Fiume, Valiani &egrave; colto in flagrante, nel febbraio 1931, mentre distribuisce volantini nel porto di Fiume. La sentenza del Tribunale Speciale condanna Valiani ad una reclusione di 12 anni e sette mesi. Il 7 marzo 1936 viene scarcerato ed espulso da Regno d&#39;Italia. Si reca a Parigi poi in Spagna durante la guerra civile. Nel settembre del 1939 viene arrestato dalla polizia franchista e trasferito in un campo di internamento sui Pirenei, dove esce ufficialmente dal partito comunista e aderisce a &quot;Giustizia e Libert&agrave;&quot;. Riesce ad evadere dal campo e parte per il Messico. Fa ritorno in Italia nel settembre del 1943 ed entra a far parte del Partito d&#39;Azione. Partecipa da protagonista nella Resistenza italiana, essendo anche membro dirigente del CLNAI (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia). A guerra finita, dopo lo scioglimento del Partito d&#39;Azione, decide di abbandonare la vita politica, dedicandosi al giornalismo e agli studi storici, anche se nel 1956 &egrave; tra i fondatori del Partito Radicale dei democratici e dei liberali italiani. Di particolare rilievo tra le sue pubblicazioni storiche ricordiamo: <em>La dissoluzione dell&#39;Austria-Ungheria</em>, edito da Il saggiatore (Milano 1966). Presidente onorario della Societ&agrave; di studi fiumani dal 1982, muore a Milano il 17 settembre 1999."}],"sequences":[{"@id":"https://www.lazio900.it/iiif/manifest/267052/sequence/normal","@type":"sc:Sequence","label":"Current Page Order","viewingHint":"individuals","canvases":[{"@id":"https://www.lazio900.it/iiif/manifest/267052/canvas/815787","@type":"sc:Canvas","label":"1","width":1309,"height":1827,"images":[{"@id":"https://www.lazio900.it/iiif/manifest/267052/annotation/815787","@type":"oa:Annotation","motivation":"sc:painting","on":"https://www.lazio900.it/iiif/manifest/267052/canvas/815787","resource":{"@id":"https://www.lazio900.it/backend/media/collectiveaccess/images/8/1/5/7/89763_ca_object_representations_media_815787_original.jpg","@type":"dctypes:Image","format":"image/jpeg","width":1309,"height":1827,"service":{"@context":"http://iiif.io/api/image/2/context.json","profile":"http://iiif.io/api/image/2/level2.json","@id":"https://iiiflazio.tocc.promemoriagroup.com/iiif/2/collectiveaccess-images-8-1-5-7-89763_ca_object_representations_media_815787_original.jpg"}}}]}]}]}