Istituti
AGESCI – Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani

L’AGESCI (Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani) APS nasce nel 1974 dall’unificazione di due preesistenti associazioni, l’ASCI (Associazione Scouts Cattolici Italiani), e l’AGI (Associazione Guide Italiane).

È un’associazione giovanile educativa che conta più di 180.000 soci e che si propone di contribuire, nel tempo libero e nelle attività extra-scolastiche, alla formazione della persona secondo i principi ed il metodo dello scautismo ideato da Baden-Powell, adattato ai ragazzi e alle ragazze nella realtà sociale italiana di oggi.

La nascita dello scautismo nei primissimi anni del ‘900 è da ascriversi a sir Robert Baden-Powell, che si ispirò fortemente alle sue esperienze personali, come ufficiale dell’Esercito inglese e alle vicende che avevano caratterizzato la sua carriera militare: in particolare, durante l’assedio di Mafeking nella guerra anglo-boera, per risparmiare uomini di truppa, ebbe l’intuizione di istituire un corpo di cadetti con compiti di staffette e portaordini. La risposta dei ragazzi, la loro entusiastica ed efficace partecipazione, determinante per il successo dell’operazione, furono successivamente ripresi da B.-P. come intuizione spendibile in favore della gioventù meno fortunata della sua Inghilterra di inizio ‘900. Formare cittadini nuovi, di carattere e partecipi attivi della propria vita e di quella della comunità e del Paese, fu ritenuta la scommessa vincente di una nuova e inedita proposta pedagogica. Il Metodo educativo scout coinvolse anche le giovani ragazze: nel 1910 B.-P. fondò il movimento femminile del Guidismo, sotto il coordinamento della sorella Agnes, e lo scautismo ben presto si diffuse negli altri paesi del Commonwealth e d’Europa.

Nel 1916 Mario Gabrielli, conte di Carpegna, fonda in Italia l’ASCI, su spinta del mondo cattolico verso una coniugazione cristiana dell’esperienza scout: ben presto diventa una presenza significativa in molte realtà locali, sviluppandosi inizialmente in Liguria, Lazio e Lombardia fino ad approdare, con la fine della Prima guerra mondiale, in tutte le regioni italiane. Dal 1923, una serie di decreti governativi contro l’associazionismo non fascista in generale e contro lo scautismo in particolare, costrinse le associazioni non inserite nell’Onb a sciogliersi (v. decreti-legge n. 5 e 6 del 9 gennaio e decreto del 13 aprile 1927, poi 30 marzo 1928). Dopo la circolare del 18 aprile 1928, lo scioglimento formale dell’ASCI avvenne il 6 maggio 1928. Non tutti gli scout accettarono questa decisione e alcuni, un po’ ovunque, ma più numerosi in Lombardia (le Aquile randagie) e a Roma, formarono gruppi clandestini, che continuarono segretamente l’attività scout.

In una Roma ancora occupata, nell’agosto del 1943 nasce il guidismo dell’AGI, ad opera di Giuliana di Carpegna e Josette Lupinacci, che avvertono il desiderio di dare il proprio contributo a un’Italia nuova. Aggregarono intorno alla loro idea altre amiche, come Orietta Doria Pamphilj e Raffaella Berardi e si appoggiarono a padre Ruggi d’Aragona, che già aveva avuto esperienze scout nella prima ASCI: con un progetto di guidismo orientato ai valori cristiani, il 28 dicembre 1943 nelle catacombe di Priscilla ebbe luogo la Promessa del primo gruppo di Guide, la Squadriglia Scoiattoli. In breve, presero vita i primi Riparti e Fuochi e l’esperienza si allargò già l’anno successivo a Liguria, Puglia, Lombardia, crescendo esponenzialmente.

Nel frattempo, dopo un intenso lavoro di rinascita dello scautismo e il coinvolgimento di molti scout della prima ASCI, come Salvatore Salvatori, Fausto Catani e Osvaldo Monass, nel marzo 1944 venne rifondata l’ASCI. Con gli anni Cinquanta, lo scautismo cattolico riprese vigore, grazie alla presenza di moltissimi ragazzi e Capi, alla pienezza e ricchezza delle attività e all’attuazione del Metodo.

Sulla spinta della rivoluzione culturale e sociopolitica degli anni Sessanta, nel 1974 AGI e ASCI si fusero in un’unica associazione, composta da ragazzi e ragazze, prendendo il nome di AGESCI.

Oggi si rivela di fondamentale importanza collegare il passato al presente per non disperdere quel patrimonio di esperienze, di pensiero e di forte identità. L’Archivio storico di AGESCI, custodito presso il Centro Documentazione a Roma, nato per conservare la memoria associativa testimoniata nei documenti e nelle fotografie dell’ASCI, dell’AGI e dell’AGESCI, è stato dichiarato di notevole interesse storico dalla Soprintendenza archivistica del Lazio nel 1999.

Un patrimonio a disposizione non solo di chi studia o è appassionato di scautismo, ma di chi vuole conoscere e documentarsi meglio sui tanti aspetti del metodo scout e farsi guidare dalla grande ricchezza pedagogica e storica depositata nelle carte, nelle immagini e nelle riviste dello scautismo cattolico italiano.

Si ringrazia Martino Poda, autore della fotografia.

Il patrimonio archivistico

Il Centro Documentazione Agesci conserva gli archivi dell’ASCI, dell’AGI e dell’AGESCI, fondi personali di protagonisti della storia dello scautismo, fotografie che coprono tutto l’arco cronologico dell’attività associativa.

Per la consultazione ed eventuale scansione dei singoli fascicoli rivolgersi al Centro Documentazione. La consultabilità è libera nei limiti delle norme sul diritto d’autore e sulla riservatezza dei dati personali.

ARCHIVI DELLE ASSOCIAZIONI E DI ENTI COLLEGATI

  • ASCI, 1908-1974, con documenti al 1990 (3849 fascicoli, 30 registri, 1 quaderno, 147 documenti non fascicolati)
  • AGI, 1943-1974 (3038 fascicoli, 10 registri, 3 quaderni)
  • AGESCI, 1974-2016 (2969 fascicoli, 40 registri)
  • Archivio fotografico, 1910–2015 (15985 fotografie)

Tutte le foto di questo archivio sono pubblicate al solo scopo di ricerca, discussione, critica o insegnamento, anche ai sensi dell’art. 70 della L. 22 aprile 1941 n. 633, e l’utilizzo deve avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali. Si rende necessario citare la fonte “Archivio fotografico Centro Documentazione AGESCI” e la riproduzione deve essere sempre accompagnata dalla menzione del titolo dell’opera e, laddove riportato, anche del nome dell’autore.

  • Cooperativa La Tenda, 1946-1949 (4 fascicoli)
  • Società cooperativa Fiordaliso, 1945-1960 (3 fascicoli)
  • Servizi sociali Fiordaliso, 1966-1971 (4 fascicoli)
  • Carte del Comitato regionale del Trentino-Alto Adige, 1977-2009 (1 fascicolo)

ARCHIVI DI PERSONE

  • Carte di Emilia Bagnasco, 1963-2005 (13 fascicoli)
  • Carte di p. Paolino Beltrame Quattrocchi, 1964-2010 (6 fascicoli)
  • Carte di don Tarcisio Beltrame Quattrocchi, 1975-2003 (7 fascicoli)
  • Carte di Raffaella Berardi, 1943-1980 (17 fascicoli)
  • Carte di Edo Biasoli, 1970-2003 (22 fascicoli)
  • Carte di mons. Cesare Bonicelli, 1960-2009 (14 fascicoli)
  • Carte di Nolfo di Carpegna, 1918-1961 (39 fascicoli)
  • Carte di Giancarlo Coletti, 1960-1990 (22 fascicoli)
  • Carte di Anna Contardi, 1977-1995 (11 fascicoli)
  • Carte di Riccardo della Rocca, 1961-1988 (1 fascicolo)
  • Carte di Almerina Ipsevich, 1950-1966 (5 fascicoli)
  • Carte di Cecilia Gennari Santori Lodoli, 1944-2002 (52 fascicoli)
  • Carte di Giancarlo Lombardi, 1964-2005 (239 fascicoli, 1 rubrica)
  • Carte di Pina Madreselva, 1949-2007 (8 fascicoli)
  • Carte di Ursula Mainieri, 1957-1999 (23 fascicoli)
  • Carte di Anna Maria Mezzaroma, 1949-2000 (14 fascicoli)
  • Carte di Francesco Mondadori, 1951-1994 (233 fascicoli)
  • Carte di Antonio Napolioni, 1978-2008 (10 fascicoli)
  • Carte di Andrea Oderio, 1944-1964 (9 fascicoli)
  • Carte di Fausto Piola Caselli, 1950-1974 (3 fascicoli)
  • Carte di Lucia Piola Caselli, 1945-1970 (37 fascicoli)
  • Carte di Salvatore Salvatori, 1917-1974
  • Carte di Mario Sica, 1966-2009 (40 fascicoli)
  • Carte di Dolly Tommasi, 1944-2006 (15 fascicoli)
  • Carte di Gualtiero Zanolini, 1990-2013 (32 fascicoli)
  • Carte di Mario Zorzetto, 1966-1997 (1 fascicolo)

Contatti

Piazza Pasquale Paoli, 18 – 00186 Roma
Tel 06 68166203

ufficiodocumentazione@agesci.it

L’archivio e la biblioteca sono aperti su appuntamento (lunedì – venerdì: 9-13, 14-17).

Progetto realizzato grazie al contributo di