Istituti
Istituto storico italiano per il medioevo – ISIME

L’Istituto storico italiano è stato istituito con regio decreto il 25 novembre 1883 con lo scopo di «dare maggior svolgimento, unità e sistema alla pubblicazione de’  fonti di storia».
Il 20 luglio 1934, con il regio decreto legge n. 1226, vennero ridefinite le competenze dell’Istituto storico italiano che assunse il titolo di Istituto storico italiano per il medio evo con il compito di provvedere alla pubblicazione delle fonti per la storia italiana dal ‘500 al 1500. All’Istituto storico italiano per il medioevo vennero riconfermati tutti i compiti scientifici già assegnatigli e venne inoltre affidata la direzione scientifica della ristampa nazionale dei Rerum Italicarum Scriptores del Muratori, edita a spese della casa editrice Zanichelli di Bologna dalla quale, nel 1995, l’Istituto ha ottenuto la cessione del marchio.
Con regio decreto 31 dicembre 1923, n. 3011, venne istituita presso l’Istituto la Scuola nazionale di studi medievali per la ricerca e lo studio delle fonti per la storia d’Italia e la loro pubblicazione. La Scuola assunse nel 1936 l’intitolazione di Scuola nazionale di studi medioevali, da allora è diretta dal Presidente. Vi furono ammessi, mediante concorso pubblico per titoli, docenti di ruolo nelle scuole statali di istruzione secondaria. Alcuni tra i più illustri nomi della medievistica italiana hanno potuto vantare e vantano l’esperienza quali Alunni della Scuola; esperienza che consiste in attività di ricerca scientifica e approfondimento dei propri campi di studio, al fine di realizzare edizioni critiche e opere monografiche.

Presso l’Istituto, si è venuta formando negli anni una biblioteca quale supporto ai lavori istituzionali di edizione delle fonti e, quale risultato dei rapporti di scambio e collaborazione con le Deputazioni di storia patria e con i principali istituti scientifici stranieri in Roma e all’estero.
Il patrimonio librario, comprendente circa 80.000 volumi, abbraccia oltre al tema centrale delle fonti, i molteplici aspetti della storia e della cultura medievale; accanto agli oltre 8.000 estratti raccolti in miscellanee, costituiscono dei nuclei a se stanti e di particolare interesse le Miscellanee Morghen, Miglio ed il piccolo ma nutrito Fondo Giuristi. Infine, pur non essendo finalizzata alla conservazione, la Biblioteca dell’Istituto vanta un Fondo antico costituito da 33 cinquecentine e da 14 manoscritti.

L’Istituto, vigilato dal Ministero per i beni e le attività culturali, ha sede nel Palazzo Borromini e occupa oggi alcuni ambienti dell’Oratorio dei Filippini. Le Stanze del mezzanino, che per prime si incontrano entrando in Istituto, altro non sono che le camere di servizio delle botteghe su Piazza dell’Orologio e rappresentano, insieme alla Torre dell’Orologio, l’ultimo intervento di Borromini. Il grande Corridoio di ingresso o Loggiato al piano nobile, con affaccio sul giardino di agrumi, è l’ala del convento realizzata dopo il 1652, su progetto borrominiano, dall’architetto Camillo Arcucci.

Il patrimonio archivistico

 
Negli anni compresi tra la fondazione e la metà degli anni Venti l’Istituto, privo di sede propria, andò incontro a numerose peregrinazioni. Dopo un primo periodo, durante il quale le riunioni si svolsero nelle abitazioni private dei presidenti in carica (Correnti, Tabarrini), l’Istituto fu ospitato nella sede del Ministero della pubblica istruzione (allora alla Minerva), a Palazzo Corsini, sede dei Lincei, e in seguito a Palazzo Chigi. Nel 1924 trovò sede definitiva a Palazzo Borromini, dove vennero collocati anche la Biblioteca Vallicelliana e la Società romana di storia patria. Se fino a questa data la documentazione prodotta riguarda quasi esclusivamente la pubblicazione di fonti medievali, fine istituzionale dell’Istituto, dalla metà degli anni Venti si comincia a produrre anche documentazione amministrativa e contabile.

L’archivio storico dell’Istituto storico italiano per il medio evo svolge attività di custodia e valorizzazione degli atti e dei documenti inerenti l’attività scientifica e amministrativa dell’Istituto storico italiano per il medio evo.
Riconosciuto nel 1992 di notevole interesse storico dalla Soprintendenza archivistica per il Lazio, conserva oltre al fondo Istituzionale, anche i fondi personali di Raffaello Morghen, Vittorio Fiorini, Girolamo Arnaldi, Elio Conti, Clara Gennaro, Massimo Miglio e i fondi di due enti: l’Associazione dei medievalisti italiani e il Comité international des sciences historiques. All’interno del fondo istituzionale, particolare importanza ha il fondo Repertorium fontium historiae medii aevi, per cui è stato realizzato un inventario analitico della documentazione relativa ai lavori redazionali dei diversi comitati del Repertorium.
L’Istituto ha aderito dal 2007 al progetto Archivi del Novecento, che ha permesso fino al 2009, anche grazie a finanziamenti stanziati dalla Regione Lazio, l’inventariazione informatizzata di alcuni fondi e la creazione di una banca dati condivisa con altri istituti aderenti.

La documentazione conservata nell’Archivio storico riveste grande importanza per la storia della medievistica e dell’editoria scientifica italiana. Alla fine del 2013, l’intero Archivio è stato trasferito e riunificato in un unico locale per garantirne una adeguata conservazione e per evitare il rischio di dispersioni; contestualmente è stata realizzata la disinfestazione dei locali.
Per una più efficace azione di tutela della documentazione e per fornire un servizio all’utenza, è stato approntato un Regolamento per gli studiosi approvato dalla Soprintendenza archivistica per il Lazio, mentre l’agevolazione delle ricerche in sala di studio è garantita dagli stampati degli inventari di sala, dagli inventari disponibili on line sul sito internet dell’Istituto, dall’assistenza fornita agli utenti e da una postazione informatica presente in sede che permette la ricerca per soggetto, per luogo e per nome di persona.

A partire dalla metà del Novecento l’Istituto storico italiano per il medio evo ha aggiunto al suo ruolo di soggetto produttore delle carte, anche quello di soggetto conservatore. Oltre al suo prezioso Archivio istituzionale, l’Istituto ha acquisito numerosi fondi privati di storici italiani.
La storia dell’Istituto storico italiano è legata alla storia dell’archivio: nel 1934, il r.d. 1226 del 20 luglio (convertito in legge 2124 il 20 dicembre 1934) sancì la nascita dell’Istituto storico italiano per il Medioevo, che ereditava tutto il materiale archivistico compreso tra il 1883 e il 1934. Documentazione dalla storia articolata, anzi una vera e propria storia nella storia. I numerosi spostamenti di sede dell’Istituto avvenuti fino al 1925 hanno inevitabilmente generato vuoti documentari oggi riscontrabili nel fondo istituzionale, come ad esempio nel caso delle Adunanze plenarie che hanno lacune per gli anni 1888-1897 e 1899-1918.

 
COMITÉ INTERNATIONAL DES SCIENCES HISTORIQUES (CISH), bb. 4, 1932-1939

La presenza dei documenti relativi all’attività del CISH negli anni Trenta, è legata alla concessione in uso da parte del Governatorato di Roma di due stanze nel complesso borrominiano, sede anche dell’Istituto storico italiano per il medio evo, al Comitato nazionale italiano di scienze storiche presieduto in quegli anni da Pietro Fedele, dall’agosto del 1933 e fino al 1936.
La documentazione riguarda in particolare i lavori svolti dalla segreteria di alcune Commissioni, e nello specifico dal segretario Ottorino Bertolini, con carte dal 1931 al 1940 e con documenti fino al 1973.
 
REPERTORIUM FONTIUM HISTORIAE MEDII AEVI, bb. 33, 1953-2007

La documentazione che testimonia l’attività del Repertorium fontium historiae medii aevi misura 5 metri lineari circa di fascicoli e registri contenuti in 33 buste.
Il complesso archivistico è suddiviso nelle serie Protocollo della corrispondenza, Comitato generale, Comitato direttivo, Comitati nazionali e particolari, Esperti presso il Comitato esecutivo, Agiografia e Amministrazione.
Particolare rilievo assumono i fascicoli relativi ai lavori svolti dai diversi Comitati internazionali, operanti a partire dagli anni Cinquanta, in un difficile contesto geopolitico; altrettanto importanti i fascicoli con le carte relative al Comitato esecutivo e alla redazione centrale, organi coordinatori di tutta l’attività scientifica del Repertorium.
 
ASSOCIAZIONE DEI MEDIOEVALISTI ITALIANI

Il piccolo fondo dell’Associazione dei medioevalisti italiani è composto da fascicoli contenenti copie dello statuto dell’associazione, corrispondenza con i soci e circolari. L’associazione è stata fondata nel 1972 presso la sede dell’Istituto storico italiano per il medio evo, con la finalità di coordinare storici medievalisti, storici del diritto e dell’economia, filologi e paleografi, diplomatisti, storici dell’arte e archeologi al fine di promuovere e coordinare lo sviluppo degli studi e di iniziative legate al medio evo.
Presidenti dell’Associazione sono stati Raffaello Morghen, Gustavo Vinay, Geo Pistarino e Ovidio Capitani.
La documentazione si interrompe nel 1984.
 
VITTORIO FIORINI, bb. 10, regg. 11, 1 quaderno, 1893–1922

Il nome di Vittorio Fiorini è legato alla seconda edizione dei Rerum Italicarum Scriptores di Ludovico Antonio Muratori. Le carte del fondo Fiorini riguardano questo progetto editoriale. Alla morte di Fiorini, il Regio decreto legge del 7 gennaio 1926 affidava all’Istituto storico italiano il compito di curare la continuazione dell’edizione dell’opera. Contestualmente le carte di Fiorini – riguardanti progetti e norme editoriali, corrispondenza scientifica con diversi collaboratori, nonché una piccola raccolta di quotidiani – furono donate dalla famiglia all’Istituto Storico Italiano; una parte della documentazione fu consegnata al professor Carlo Capasso il 9 marzo 1927; il materiale riguardante il Liber pontificalis Ravennatae ecclesiae fu consegnato al professor Giovanni Muzzioli.
Nel dicembre 2016 sono state approntate le schede bibliografiche dei volumi settecenteschi della prima edizione dei RIS acquistati da Scipione Lapi intorno al 1893 e utilizzati da Vittorio Fiorini come copie di lavoro, i volumi sono stati restaurati nel settembre 2015.
 
ELIO CONTI, fascc. 345

Nel maggio 2014 la famiglia Conti ha donato all’Istituto, le carte di Elio Conti i documenti sono stati riordinati e schedati in un inventario analitico disponibile on line sul sito dell’Istituto.
La documentazione contiene lettere datate tra il 1949 e il 1986 di professori, amici e colleghi italiani e stranieri relative all’attività di ricerca, all’insegnamento e all’attività scientifica. La maggior parte delle carte, suddivise per corrispondente, risalgono agli anni in cui Conti fu docente presso le Università di Trieste e Firenze. Non mancano anche documenti relativi all’attività di ricerca dello studioso e ai rapporti con Ernesto Rossi per la partecipazione al Comitato di pubblicazione delle opere di Gaetano Salvemini; nonché una ricca e fitta corrispondenza con Giuliana Benzoni e con lo stesso Salvemini.
Conti, già archivista di Stato, fu alunno dal 1955 al 1963 della Scuola Storica nazionale annessa all’Istituto storico italiano per il medio evo, che pubblicò i suoi lavori relativi alla struttura agraria del contado fiorentino e ai catasti agrari della repubblica fiorentina.
L’attività di indagine svolta da Conti sulle campagne fiorentine ha prodotto anche un numero eccezionale di diapositive e di fotografie, anch’esse recentemente donate all’Istituto.
Il materiale fotografico, raccolto in 167 album e 4 scatole, per un totale di circa 5400 fotografie, riveste particolare importanza poiché le fotografie risalenti agli anni Cinquanta e Sessanta, riproducono una realtà paesaggistica ben diversa da quella odierna.
 
RAFFELLO MORGHEN, bb. 47 (fascc. 496), 1916–1982

L’archivio di Raffaello Morghen è stato donato all’Istituto dagli eredi nel febbraio del 1984.
La maggior parte delle carte appartengono agli anni in cui Morghen fu presidente dell’Istituto storico italiano per il Medioevo dal 1951 al 1982; cinque buste contengono carte in parte prodotte presso l’Accademia nazionale dei Lincei, di cui Morghen fu Direttore della Segreteria dal 1927 al 1934 e Cancelliere dal 1934 al 1959.
La Corrispondenza al momento del versamento era già stata strutturata dallo stesso Morghen in corrispondenza con stranieri, con italiani e con le case editrici. Interventi più consistenti si sono resi necessari soltanto nella strutturazione della serie Attività istituzionali e Attività scientifica.
 
JULIUS BELOCH, bb. 18, 1891-1929

Nel 1950 furono depositate presso l’Istituto da Margherita Piazzola Beloch 10 cartelle, di cui tre contenenti i manoscritti della Storia del calo demografico dell’Italia e sette contenenti schede e materiali relativi all’opera. Le carte furono consegnate per tramite di Gaetano de Sanctis, che nel 1937 aveva avviato, con il primo volume, la pubblicazione dell’opera.
 
CLARA GENNARO, bb. 17

Il fondo comprende il materiale di lavoro relativo alla preparazione di alcune pubblicazioni di Clara Gennaro, da lei donate a Massimo Miglio al momento dell’abbandono dell’insegnamento universitario e da questi donate all’Istituto.
Le carte contengono per la maggior parte manoscritti e appunti di lavoro, riguardanti in particolare due studi sull’annona e sulla figura di Marc’Antonio Altieri.
 
MASSIMO MIGLIO, fascc. 443

Il fondo è stato recentemente donato all’Istituto storico italiano per il medio evo da Massimo Miglio ed è costituito perlopiù dalla corrispondenza ricevuta tra il 1965 e il 2014. L’insieme documentario è relativo in massima parte all’attività di ricerca, all’insegnamento e all’organizzazione dell’attività scientifica; per la maggior parte composto da fascicoli di corrispondenza (lettere, biglietti e cartoline postali) con professori, amici e colleghi italiani e stranieri (lettere, biglietti e cartoline posta).
Molte delle carte appartengono agli anni in cui Massimo Miglio è stato docente presso l’Università di Bari e presso l’Università degli studi della Tuscia.

Contatti

Piazza dell’Orologio, 4 – 00186 Roma
Tel. 06.68802075 – 06.6877059

Presidente: Massimo Miglio

Responsabile dell’archivio: Marzia Azzolini archivio@isime.it
Orario di apertura dell’archivio: lunedì-mercoledì: 8.30-15.00; giovedì-venerdì: 8.30-14.00.

Progetto realizzato grazie al contributo di