Lazio'900
"Zumin Eugenio"

Metadati

Tipologia
Fascicolo
Data
Data:
5/9/1965 - 19/11/1965
Consistenza
Quantità:
5
Tipologia:
documento/i
Contenuto
Le lettere del set. 1965, indirizzate al Tribunale di Varese, del quale Eugenio Zumin è presidente, riguardano alcuni articoli apparsi sulla stampa dopo l'acquisizione degli atti della Commissione d'inchiesta per la mancata difesa di Roma.
Dopo la conclusione del processo, Ruggero Zangrandi ringrazia il presidente del Tribunale, e i giudici Cioffi e Pintus, per «il modo illuminato» con il quale il processo è stato condotto e si scusa per l'"operazione lettere" (v. un. n. 694), che ha causato un grande lavoro al collegio giudicante. Esprime inoltre un giudizio sulla remissione della querela da parte di Italo Robino, ritenendo che sia stata causata dalle pressioni delle «medesime forze le quali, venti anni oro sono, hanno impedito l'accertamento della verità [...] onde evitare che testimoni quali i senatori Palermo e Berlinguer potessero trovarsi costretti dalle domande dei miei difensori e rendere di pubblico dominio fatti che ancora si desidera non siano conosciuti». Sottolinea infine di avere accettato la remissione della querela, solo «per non infastidire oltre» la Corte, con la prosecuzione del giudizio.
Eugenio Zumin risponde solo dopo avere firmato la sentenza e avere cessato la veste di giudice. Esprime apprezzamento per il lavoro svolto da Ruggero Zangrandi, per la quantità delle informazioni raccolte e la capacità dimostrata di «sceverarne» il valore. Sottolinea poi di avere apprezzato al dignità con la quale Ruggero Zangrandi ha affrontato il processo, preferendo una condanna alla ritrattazione di quella che riteneva la verità storica contenuta nella sua opera. In merito allo svolgimento del giudizio, ritiene che il comportamento del Tribunale non possa ritenersi «coraggioso», in quanto non sono stati frapposti ostacoli alla sua opera e non si sono verificate interferenze di altri ambienti. Avanza l'ipotesi che le motivazioni della remissione della querela da parte di Italo Robino siano di carattere personale. Il presidente Zumin esprime infine l'auspicio che Ruggero Zangrandi prosegua nella sua opera, per portare a conoscenza di tutti le verità storiche sui fatti del 1943.
Ruggero Zangrandi prende atto, nella risposta, delle affermazioni di Eugenio Zumin sull'assenza di pressioni o interferenze, tese a influenzare l'operato del Tribunale. Sottolinea comunque che l'ordinanza ha destato approvazione e ammirazione in tanti e che può considerarsi un fatto storico che quei documenti siano stati finalmente resi pubblici. Alcune note, infine, sono dedicate alla campagna di calunnie scatenata dalla stampa nei suoi confronti: «non mi stupisce - commenta - che la potente corrente storiografica che ha sempre occultato le vere responsabilità dell'8 settembre sia di nuovo in movimento».
Unità di conservazione
Unità di conservazione:
busta
Numero / i:
43

Relazioni

Soggetto produttoreZangrandi, Ruggero
Fondo di appartenenzaRuggero Zangrandi
Hai domande su questa scheda archivistica? Se hai notato un dettaglio da approfondire, vuoi segnalare un’informazione mancante o inesatta, oppure desideri entrare in contatto con l’ente conservatore per saperne di più, inviaci la tua segnalazione. Ogni contributo aiuta a migliorare la qualità delle informazioni e a valorizzare il patrimonio archivistico.